
Il 10 settembre Consob ha annunciato l’oscuramento di altri undici siti: dieci per servizi di investimento abusivi e uno per pubblicità. Non si tratta di undici piattaforme crypto identiche, ma il provvedimento riguarda un problema concreto anche per chi compra cripto-attività: la disponibilità di un sito in Italia non dimostra che il servizio offerto sia autorizzato.
Un nome conosciuto può essere copiato
Controllate ragione sociale, indirizzo del sito e attività effettivamente consentite attraverso le fonti ufficiali. Un intermediario può avere un’autorizzazione per alcuni servizi e non per altri. Inoltre un derivato sul bitcoin è un contratto legato al suo prezzo, non necessariamente un bitcoin detenuto in un portafoglio personale.
La prova importante è capire il contratto
Prima del versamento chiedete chi custodisce gli asset, come si richiede un prelievo e quali costi si applicano. Con una somma ipotetica di 500 euro, 25 euro di costo per uscire equivalgono al 5 % del capitale. Non sono tariffe di un operatore specifico: servono a rendere visibile una spesa che una percentuale di rendimento può nascondere.
L’assenza dall’elenco degli oscuramenti non certifica un sito e una piccola restituzione iniziale non dimostra affidabilità. Se viene richiesto altro denaro per sbloccare fondi, fermatevi e verificate con contatti reperiti autonomamente. Conservate documenti e messaggi; non consegnate chiavi private o frasi di recupero a un presunto consulente.